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11/02/2022
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Carburanti paraffinici: un nuovo futuro?

Transizione energetica, sostenibilità, fonti rinnovabili: sono queste le parole chiave del futuro in termini di energia, efficientamento e inquinamento.
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CARBURANTI PARAFFINICI: UN NUOVO FUTURO?

Transizione energetica, sostenibilità, fonti rinnovabili: sono queste le parole chiave del futuro in termini di energia, efficientamento e inquinamento.

E, in questo, anche i mezzi di trasporto su gomma – dai mezzi pesanti, ai veicoli commerciali fino alle auto – devono adeguarsi ad una fase di transizione. Oggi, infatti, il tema cardine – soprattutto in ambito trasporto – è proprio quello legato al superamento dell’utilizzo del diesel tradizionale a favore di soluzioni che siano più ecologiche e più sostenibili in linea con gli obiettivi 2030 di riduzione del 40% rispetto al 1999 delle emissioni di gas serra.

La recente edizione di Solutrans 2021 (a Novembre, in Francia) ha proprio messo nero su bianco questo approccio. Dalle numerose case costruttrici di mezzi per la logistica e la movimentazione presenti all’evento, sono emerse, in modo chiaro, che le prospettive future vedono il settore focalizzato anche sui bio-carburanti.



BIODIESEL: FAME E HVO… FACCIAMO CHIAREZZA

Sul mercato sono disponibili 2 tipologie di bio-diesel: quelli paraffinici e quelli definiti FAME (metil-estere di acidi grassi).

In questa sede ci focalizziamo sui primi.

Sono definiti carburanti paraffinici quelli prodotti secondo la EN 15940.

Questa è una norma europea - gasolio paraffinico ottenuto da sintesi o idrotrattamento – che è stata introdotta, per la prima volta, nel 2016. Ha visto un recente aggiornamento nel 2019; revisione che costituisce quella attualmente in vigore.

Questa norma specifica, tecnicamente, come deve essere un carburante per essere definito paraffinico: deve essere privo di zolfo e di composti aromatici; la sua natura paraffinica è infatti “comprovata” limitando all’1% il contenuto della componente aromatica.

In termini di definizioni:

XTL: descrive genericamente un combustibile liquido ottenuto a partire da gas naturale (GTL), biomassa (BTL) o carbone (CTL);

HVO: è un combustibile liquido ottenuto dal processo di idrogenazione di oli vegetali. Gli oli vegetali sono convertiti in idrocarburi tramite una reazione con l’idrogeno e possono essere aggiunti al gasolio in qualsiasi percentuale o persino sostituirlo del tutto. Inoltre, visto che nel processo di trasformazione l’ossigeno viene eliminato dagli oli, il fluido ottenuto è particolarmente resistente all’ossidazione e può stazionare nel serbatoio per un periodo più lungo senza causare problemi.



HVO: QUALE FUTURO?

Secondo una recente ricerca di IEA (International Energy Agency) relativamente a HVO:

Nel periodo 2023-25, si prevede una produzione media di 16,5 miliardi di L in tutta l’UE. L’utilizzo di HVO si amplia notevolmente grazie alle sue vantaggiose caratteristiche tecniche con una prospettiva di raddoppio della capacità nel 2022”.

Nella sua disamina, l’Agenzia aggiunge anche che le politiche statunitensi sono alla base dell'85% di questo potenziamento della capacità a livello globale. Al di fuori degli US, i nuovi progetti amplieranno la capacità del 12% dal 2020 al 2022 in Europa e del 32% nella regione Asia-Pacifico. A piena capacità produttiva, gli impianti HVO rappresentano l'11% della produzione globale di biocarburanti prevista nel 2022, più che raddoppiando la quota HVO del 2019.



HVO E PIUSI

In chiave produttiva, la sfida, oggi, non è solo quella legata alla produzione di bio-carburanti; ma anche alla fornitura di attrezzature che possano resistere chimicamente e meccanicamente a questi fluidi e possano garantire operazioni di erogazione, misurazione, controllo e gestione sicure e corrette.

Una sfida che i leader di mercato non possono certo mancare.

Per questo, a fronte di un percorso di testing sull’intera gamma, PIUSI può sostenere senza alcun dubbio che tutta la gamma attualmente a catalogo per il travaso, la misurazione e gestione di diesel e carburanti è compatibile al 100% con HVO&XTL secondo la EN15940:2019.


IEA: https://www.iea.org

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