Continuiamo il nostro viaggio nel mondo dei bio-carburanti (qui l’approfondimento sui diesel paraffinici HVO&XTL) parlando dell’altra grande categoria: quelli definiti FAME. Ovvero i bio-diesel prodotti attraverso la transesterificazione di oli provenienti da colture energetiche oleaginose (e infatti si definiscono metil-estere di acidi grassi come, ad esempio, B20/B30 secondo la EN 16709 o B100 secondo la EN 14214).
In linea di principio, sono davvero moltissimi gli oli e i grassi di origine vegetale che possono essere utilizzati per la produzione di FAME (dall’olio di colza agli oli esausti; ad esempio). In pratica, però è importante ricordare che le caratteristiche meccaniche e le proprietà chimiche del biodiesel sono definite da specifiche norme europee; per questo è importante utilizzare materie prime che garantiscano determinati parametri di temperatura, ossidazione, residui e stabilità.
In termini numerici, il FAME è sicuramente il biodiesel più prodotto in EU (11 milioni di litri anno) con circa 188 impianti produttivi. In un confronto, però, diretto con i “cugini” diesel paraffinici (HVO&XTL) sono questi ultimi a detenere la corona di più utilizzati. Se vi chiedete la motivazione, in realtà i fattori in gioco sono tantissimi: qualità della materia prima, temperature di utilizzo, reperibilità, ma anche, forse, il fatto che il biodiesel può essere usato in un comune motore diesel mentre il FAME in concentrazioni contenute. Sta di fatto, comunque, che il settore HVO&XTL è in crescita.
BIODIESEL PARAFFINICI E FAME: QUALCHE CURIOSITA’
I biodiesel sono già nei nostri serbatoi
Il diesel standard può contenere fino al 7% di biodiesel: ecco perché la sigla universale è B7. B20 o B100 significano che la percentuale del biodiesel è del 20% o del 100%.
Chi produce di più?
L’Unione Europea è il più importante produttore di Biodiesel con il 33% della produzione mondiale per un totale di circa: 46 milioni di tonnellate (2019).
Chi consuma di più?
I 5 principali consumatori di biodiesel nel settore trasporti nel 2020 sono stati: Germania, Francia, Spagna, Italia e Svezia. Insieme hanno totalizzato il 64% del consumo totale di biodiesel nel settore trasporti in Europa.
I VANTAGGI DEI BIODIESEL PARAFFINICI E FAME
In generale, però, i vantaggi che si possono trarre dall’utilizzo di questo tipo di carburante sono diversi:
- è un combustibile rinnovabile;
- garantisce minori emissioni nell’atmosfera rispetto al diesel tradizionale;
- riduce gli sprechi utilizzando materie prime “di scarto”.
E se transizione energetica, sostenibilità, fonti rinnovabili sono le parole chiave del futuro in termini di energia, efficientamento e inquinamento, il superamento dell’utilizzo del diesel tradizionale a favore di soluzioni che siano più ecologiche e più sostenibili in linea con gli obiettivi 2030 di riduzione del 40% rispetto al 1999 delle emissioni di gas serra è di fatto la strada intrapresa.
E PIUSI?
Come abbiamo già evidenziato qui, la compatibilità delle attrezzature PIUSI con i diesel paraffinici è garantita al 100%.
Ma non solo.
PIUSI ha sviluppato una gamma specifica di attrezzature per il travaso, la misurazione l’erogazione di TUTTI I BIODIESEL disponibili sul mercato: la gamma ANY BIODIESEL.
Non importa la percentuale di miscelazione, materia prima o processo di trasformazione, la gamma ANY BIODIESEL garantisce la massima efficienza:
- evitando possibili rotture dovute all’utilizzo di miscelazioni non chiare;
- riducendo tempi e costi legati all’acquisto di attrezzature specifiche;
- garantendo le stesse prestazioni professionali e di alta qualità di tutti i prodotti PIUSI;
per qualsiasi tipologia di biodiesel.
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