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12/06/2020
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Contalitri: qual è quello giusto per te?

Una guida in 5 punti per scegliere il contalitri più adatto alle singole necessità… perché la precisione; conta!
Piusi flow meter which one is right for you
Hai erogato abbastanza olio? Quanto diesel stai utilizzando? Consumo? Sono tutte domande, più che legittime in un contesto di trasferimento fluidi, cui si può rispondere in diversi modi. Il più immediato è utilizzando un contalitri totalizzatore. Ovvero uno strumento tecnologico che permette di misurare la quantità di fluido che è stato erogato.

Esistono diversi tipi di contalitri specifici per i singoli settori di applicazione. Un labirinto intricato di variabili che spesso rendono complessa la scelta dello strumento più idoneo al proprio utilizzo. PIUSI, ad esempio, propone sul mercato oltre 20 modelli diversi. Per ogni fluido, possiamo trovare contalitri meccanici o elettronici. In alternativa pulser (ovvero ad impulsi). O anche contalitri certificati per le misurazioni MID.

Come orientare, quindi, la propria scelta? Ecco alcuni suggerimenti.

1. Fluido

La prima cosa da fare è limitare l’ampia offerta in funzione del fluido da trasferire. Ogni liquido, infatti, ha proprietà idrauliche e meccaniche specifiche: viscosità, pressione, temperatura, corrosività, purezza, consistenza… e di conseguenza sarà necessario un contalitri in grado di rispondere attivamente a queste caratteristiche.

Dalla home page del sito PIUSI è già possibile filtrare i contalitri secondo questa logica: basta selezionare l’ambito di riferimento (Fuel/ AdBlue®/Lubrificazione) nel simulatore K33, filtrare il prodotto CONTALITRI e lanciare la ricerca. Compariranno tutti gli strumenti a disposizione.

2. Installazione

Una volta ristretto il campo in funzione del fluido, si può pensare all’installazione vera e propria. Dove andrà collocato il contalitri? Andranno quindi presi in considerazione aspetti progettuali – dimensione della tubazione su cui verrà installato, materiale, pressione… - sia aspetti legati alla lettura e trasmissione del dato, sia eventuali ingerenze “ambientali” come, ad esempio, le atmosfere potenzialmente esplosive che richiedono materiali certificati ATEX/UL.

Nel sito PIUSI, una volta comparsi i risultati della ricerca si potranno filtrare ulteriormente i fluidi nel settore di riferimento. Ad esempio, se si è selezionato FUEL è possibile filtrare aggiungendo diesel, bio-diesel e benzine. In modo da restringere, ulteriormente, il campo.

3. Precision, accuracy, repeatability

Due varianti fondamentali da tenere in considerazione per la scelta del contalitri sono la precisione e la ripetibilità. Cosa sono e perché sono importanti?

Molto spesso, accuratezza e precisione sono termini usati come sinonimi. Non è così.
L’accuratezza si riferisce a quanto una data misurazione sia vicina al valore reale. Mentre la precisione si riferisce a quanto si avvicinano tra di loro misurazioni indipendenti.

Parlando quindi di accuratezza; questa è un valore percentuale che indica quanto il dato conteggiato è coerente con la curva di calibrazione. Quando, ad esempio, si parla di precisione ± 1% si sottintende che il valore restituito dal contalitri può essere in un range del 1% sopra o sotto la curva di calibrazione. In generale si può dire che più bassa è questa percentuale, più preciso è il contalitri. Anche se, comunque, sul dato influiscono anche fattori esterni legati alla chimica e alle condizioni del fluido nel momento del passaggio.

La ripetibilità, invece, indica quante volte si ottiene lo stesso risultato alle medesime condizioni di erogazione. In altre parole, il risultato dovrebbe essere sempre lo stesso date le stesse condizioni. Anche questo valore è espresso in percentuale. Quando, ad esempio, si parla di ripetibilità ± 0,2% si sottintende che il valore restituito dal contalitri può essere in un range del 0,2% sopra o sotto il valore già dato nella precedente misurazione; fermo restando le medesime condizioni.

Come si rapportano tra loro? Presto detto: è chiaro che un contalitri può essere meno preciso di un altro – non tutte le applicazioni richiedono la massima precisione – ma, sicuramente, un dato deve essere quanto più ripetuto uguale a sé stesso nelle medesime condizioni. Potremmo dire che la ripetibilità è la base su cui poi opera la precisione.

Tutti i contalitri PIUSI hanno una ripetibilità del ± 0,1% / ± 0,3%

4. Temperatura d’esercizio e perdite di carico

Variabili importanti sono anche la temperatura d’esercizio e la perdita di carico.

Se si prevede un utilizzo in situazioni particolarmente calde o fredde un dato da valutare, tra le specifiche tecniche, è anche il range di temperatura di utilizzo ovvero l’indicazione della temepratura minima e massima in cui il contalitri funziona correttamente. Al di fuori di questo range il contalitri potrebbe subire rotture, modifiche nel conteggio, imprecisioni.

La perdita di carico, che è fisiologica nel sistema, è la diminuzione della pressione all’interno dell’impianto ed è generata da diversi fattori tra cui velocità di erogazione, viscosità, temperatura… Per quanto riguarda i contalitri è sempre bene considerare anche questo dato; che in genere è indicato sulla scheda tecnica del prodotto.

Per tutti i contalitri PIUSI, ad esempio, è possibile visualizzare i dati tecnici dal manuale d’utilizzo collegato ad ogni prodotto.

5. Contalitri meccanico o elettronico? Pulser o MID?

La differenza risiede nella tecnologia utilizzata e nella modalità di restituzione del dato.

Un contalitri meccanico misura la portata del fluido attraverso il movimento di ingranaggi meccanici. Ne esistono di diverse tipologie: ad esempio il K33 di PIUSI è un contalitri meccanico ad ingranaggi ovali che ruotando tra loro, per effetto della spinta del fluido, ne permette la misurazione in entrata e uscita nella camera di misurazione. Il principio di misura ad ingranaggi ovali permette di ottenere elevate precisioni e basse perdite di carico.

I contalitri elettronici, in aggiunta, traducono questa misurazione in un dato facilmente leggibile sul display attraverso una scheda elettronica con microprocessore che consente la gestione del display e la calibrazione del contalitri.

I contalitri pulser, invece, lavorano su impulsi. Generalmente un impulso è un contatto meccanico che viene generato ogni volta che il sensore viene colpito. Un impulso corrisponde ad un input su questo sensore. Se la portata aumenta, l’impulso sarà più veloce e il tempo tra uno e l’altro si accorcia. I contalitri pulser PIUSI generano un contatto pulito (Reed switch), monocanale Max 28 V Ac/dc 100 mAmp.

Se invece è necessaria una misurazione certificata metrologica MID è necessario scegliere un contalitri che riporti la certificazione per la direttiva specifica.

Speriamo che questi suggerimenti possano esseri d’aiuto nella scelta del contalitri migliore per te. Se hai ancora qualche dubbio, contatta il tuo distributore o il Sales Area Manager di riferimento per un consiglio personalizzato.
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